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dal 1983
La nuova vita ci ascolta...
Affiancare la mamma in difficoltà
Consolare la mamma mancata...
Uno di noi!
Di' sì alla vita!

Benvenuti

FederVitaLombardia-APS è l'associazione che in Lombardia raccoglie e coordina i Centri di Aiuto alla Vita (CAV), i Movimenti per la Vita (MPV) e le Case di Accoglienza per madri ossia quelle realtà del mondo del volontariato che sono sorte a partire dalla metà degli anni '70 per testimoniare il valore e la bellezza della vita umana, specie in quelle fasi in cui è più fragile e più esposta alla prevaricazione.

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Eventi e Comunicati

26/02/2021 - Regione Lombardia: BOCCIATO "ABORTO AL SICURO"
 
Regione Lombardia: BOCCIATO "ABORTO AL SICURO"
La difesa della vita questa volta la spunta
BOCCIATO "ABORTO AL SICURO"
I dati smentiscono che i medici obiettori rallentino l'operatività abortiva

Federvita Lombardia prende atto con soddisfazione dello stop alla proposta di legge n. 76/2019, avvenuto in Regione Lombardia, nei giorni scorsi.
La proposta di legge "Aborto al sicuro", definita popolare ma che di fatto ha raccolto firme solo tra i sostenitori della galassia dei partiti di "sinistra", mirava ad introdurre a livello regionale una serie di soluzioni, in contrasto con la L. 194/78, per facilitare ulteriormente l'aborto, sostanzialmente in 4 direzioni.

Prima: la creazione di un Centro Regionale di informazione e coordinamento, con il compito di facilitare l'applicazione della Legge 194/1978 denunciando i medici obiettori come freno all'operatività. Seconda: consentire la possibilità che "i farmaci prescritti per l'interruzione farmacologica della gravidanza fossero proposti e somministrati anche nei consultori familiari". Terza: prevedere "il ricovero in giornata delle donne che scelgono l'interruzione farmacologica della gravidanza". Quarta: consentire il fatto che "alle donne che abortiscono vengano offerti dall'ospedale farmaci e dispositivi contraccettivi, compresi quelli a lungo termine reversibili, quali i dispositivi intrauterini al rame o medicati e gli impianti sottocutanei".

La bocciatura viene accolta positivamente dal prof. Massimo Gandolfini, Presidente di Family Day che aveva perorato la causa. "Riteniamo che questo esito positivo sia frutto anche del nostro lavoro" ricorda Gandolfini "nelle audizioni, alle quali abbiamo preso parte con altri esperti, abbiamo fornito dettagliata documentazione che, dati alla mano, smentiva la premessa (della pdl regionale), e abbiamo evidenziato come la proposta fosse non solo inutile, visto che dava per assodata un'emergenza inesistente, ma anche dannosa nel prevedere l'incentivazione dell'aborto farmacologico e l'abolizione dell'obbligo di ricovero, privatizzando e rischiando di banalizzare così il dramma dell'interruzione volontaria di gravidanza."

Lo fanno sapere il consigliere Max Bastoni ed Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità della Regione, che ha ringraziato le Associazioni (Movimento per la Vita, Comitato difendiamo i nostri figli e Giuristi per la Vita) con l'avv. Gianfranco Amato che nell'audizione del 4 dicembre 2019 a Palazzo Lombardia in Commissione, hanno tutelato, i diritti della vita nascente fornendo significativi dati ed elementi di carattere scientifico, giuridico, medico e sociale, derivanti dall'esperienza pluridecennale, sul campo, delle stesse.

Per Federvita Lombardia, presente all'audizione del 2019, ha portato la sua esperienza Vittoria Criscuolo, Presidente del CAV-Centro di Aiuto alla Vita di Varese. In maniera accorata ha testimoniato e dimostrato, tra l'altro, come della Legge 194, non viene sviluppato e dato poca applicazione all'articolo 1 quando dice che la legge non è un mezzo di controllo delle nascite e l'articolo 2 (punto d) quando dice che i consultori devono contribuire a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza. La Legge 194, lo ricordiamo, ha per titolo "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza". Il consultorio non deve limitarsi a mandare (nei casi più fortunati) le donne ai Cav ma affrontare e cercare di superare le cause (art. 2 punto D) che inducono ad abortire. Per il Movimento per la Vita Italiano è stato presente il Vice-Presidente Pino Morandini, già magistrato, che ha giuridicamente motivato l'opposizione al pdl in esame.

Criscuolo (coautrice dello studio presentato allora in regione insieme a Difendere la vita con Maria) ha evidenziato l'indifferenza di fronte alle reali e più diffuse motivazioni all'aborto procurato, cioè la prevalenza delle cause economiche: il 70% delle donne! Quelle che vengono al CAV se aiutate (magari con le provvidenze del Progetto Gemma) proseguono la gravidanza.

Elisabetta Pittino, Presidente di FederVita Lombardia-APS, si rallegra "di questa decisione di ragione e di giustizia che si pone come argine agli attacchi, sempre più aggressivi, contro le donne, fatti da certe correnti ideologiche, e contro le bambine ed i bambini concepiti".

Questa vittoria del fronte pro-life lombardo dimostra che gli amministratori politici non devono ragionare solo in termini ideologici (di destra o sinistra) impoverendo il dibattito e rischiando di far soccombere la verità come in questo caso.

Dimostra anche che bisogna essere presenti, dati ed esperienze alla mano, ogni volta che c'è la possibilità di far conoscere le nostre attività a favore della vita nascente e delle donne. Unendo le forze delle varie associazioni pro-life nella buona battaglia è possibile far vivere (e vincere) la verità e la vita.

07/02/2021 - Adotta il tuo monastero
 
Adotta il tuo monastero
43ª Giornata per la Vita: Libertà e Vita
FederVitaLombardia-APS lancia la campagna “Adotta il tuo monastero”


In occasione della 43ª Giornata per la Vita, FederVitaLombardia-APS (la Federazione dei 74 tra centri e Movimenti per la Vita della Lombardia, che con le sedi distaccate e le case di accoglienza conta circa 130 realtà per la promozione e la tutela della donna e del bambino) lancia tra i propri associati la campagna “Adotta il tuo monastero”.

Ogni associazione è invitata ad “adottare” un monastero, o un convento, femminile o maschile, in Lombardia affinché preghi in maniera costante per la vita nascente: per i bambini nel grembo materno affinché possano essere liberi di nascere, per le madri perché possano essere libere di accoglierli ed essere sostenute e rispettate nella loro femminilità anche durante la gravidanza e la maternità, per i padri perché si uniscano nell’accoglienza, per tutti coloro che direttamente o indirettamente spingono, obbligano, incoraggiano una donna ad abortire il proprio figlio invece che starle accanto ed aiutarla; infine, per tutto il popolo della vita, perché continui a portare avanti la cultura della vita nella sua pienezza.
Tra il monastero/convento e i CAV-MPV della zona si stabilirà dunque una sorta di “adozione spirituale” fatta di preghiera: un legame robusto e un sostegno indispensabile nel percorso spesso accidentato dei difensori della vita.

Questa campagna è stata preceduta da un gesto simbolico, voluto dal Direttivo di FederVitaLombardia Lombardia: l’omaggio a 12 monasteri di clausura lombardi (almeno uno per diocesi) dell’abbonamento annuale al Sì alla Vita, la rivista del Movimento per la Vita Italiano.
“Dodici come le stelle della bandiera dell’Unione Europea, quella che vorremmo unita sui valori, a partire difesa della vita e della dignità dell’uomo, dal concepimento alla morte naturale, ma anche come le stelle che compongono la corona della vergine Maria, madre per eccellenza” ribadisce Elisabetta Pittino, Presidente della Federazione.
“FederVitaLombardia, come le realtà di cui è composta, è un’associazione laica - chiarisce Pittino - e proprio per questo libera di rivolgersi a uomini e donne di preghiera perché non cessino di farsi sostegno attivo della cultura della vita”.

E se nel 2018 i bambini aiutati a nascere grazie all’intervento dei CAV-MPV lombardi sono stati 3.323 (in tutta Italia 7.271) e le donne - gestanti e non - accompagnate nelle loro difficoltà sono state 5.021 (in tutta Italia 10.947), chissà cosa succederà dopo questa campagna!

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